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Papa Francesco la sorpresa di Dio

Pubblicato il 28-04-2013, da Il Mondo è la mia Casa

All’annuncio del nuovo Papa latino americano, amico dei poveri, e dalle sue espressioni a favore degli ultimi, un Papa che prende il nome di Francesco, un gesuita… mi ha preso una grande commozione  insieme al desiderio di esprimere tutta la mia gioia per questo “vento nuovo” dello Spirito che soffia ancora oggi nella Chiesa.

Il mio pensiero è andato a voi giovani e giovani adulti de “il mondo è la mia casa” che in questi giorni vi state impegnando per raccogliere fondi per dei progetti in Brasile e in Costa D’Avorio e per sostenere le adozioni avviate tra i più poveri del Brasile.

Molte sono le espressioni di Papa Benedetto che mi fanno pensare a voi, ma vorrei qui riportare l’omelia fatta ai Cardinali e a tutta la Chiesa il 14 marzo nella celebrazione di chiusura del conclave:

“Camminare. «Casa di Giacobbe, venite, camminiamo nella luce del Signore» (Is 2,5). Questa è la prima cosa che Dio ha detto ad Abramo: Cammina nella mia presenza e sii irreprensibile. Camminare: la nostra vita è un cammino e quando ci fermiamo, la cosa non va’. Camminare sempre, in presenza del Signore, alla luce del Signore, cercando di vivere con quella irreprensibilità che Dio chiedeva ad Abramo, nella sua promessa.

Edificare. Edificare la Chiesa. Si parla di pietre: le pietre hanno consistenza; ma pietre vive, pietre unte dallo Spirito Santo. Edificare la Chiesa, la Sposa di Cristo, su quella pietra angolare che è lo stesso Signore. Ecco un altro movimento della nostra vita: edificare.

Terzo, confessare. Noi possiamo camminare quanto vogliamo, noi possiamo edificare tante cose, ma se non confessiamo Gesù Cristo, la cosa non va’. Diventeremo una ONG assistenziale, ma non la Chiesa, Sposa del Signore. Quando non si cammina, ci si ferma. Quando non si edifica sulle pietre cosa succede? Succede quello che succede ai bambini sulla spiaggia quando fanno dei palazzi di sabbia, tutto viene giù, è senza consistenza. Quando non si confessa Gesù Cristo, mi sovviene la frase di Léon Bloy: “Chi non prega il Signore, prega il diavolo”. Quando non si confessa Gesù Cristo, si confessa la mondanità del diavolo, la mondanità del demonio.

Camminare, edificare-costruire, confessare. Ma la cosa non è così facile, perché nel camminare, nel costruire, nel confessare, a volte ci sono scosse, ci sono movimenti che non sono proprio movimenti del cammino: sono movimenti che ci tirano indietro.

Io vorrei che tutti, dopo questi giorni di grazia, abbiamo il coraggio, proprio il coraggio, di camminare in presenza del Signore, con la Croce del Signore; di edificare la Chiesa sul sangue del Signore, che è versato sulla Croce; e di confessare l’unica gloria: Cristo Crocifisso. E così la Chiesa andrà avanti…”

Ho pensato a voi amici, che amate i poveri, che pensate a loro, che vi impegnate per rendere meno pesante la loro situazione di vita.

In questi giorni una telefonata di Sr. Enedina mi informava della siccità che sta vivendo l’interior, della difficoltà di sopravvivenza di famiglie e di bambini, e come molti uomini devono andare nelle metropoli come in San Paolo a cercare lavoro, lasciando il vuoto in famiglia, con tutti i rischi e pericoli che questa situazione comporta sia per chi si allontana ma anche per chi rimane. Il governo si è impegnato a superare la fame consegnando la “cesta basica”, una spesa che aiuta per una o due settimane ma non è sufficiente… e a soffrire sono sempre i più poveri e spesso i più onesti.

Non stanchiamoci di pensare agli altri soprattutto ai piccoli, agli ultimi, per amore di Gesù, questo pensare agli altri ci aiuta a superare anche i nostri momenti difficili, a ridimensionare le nostre preoccupazioni i nostri problemi e certamente “il Signore non si lascia vincere in generosità”.

Buona continuazione a ciascuno e che la Pasqua di Gesù Risorto segni le nostre vite con un passo in più verso l’Amore Vero espresso con tenerezza.

 

Con riconoscenza Sr. M. Claudia e Comunità Ancelle